Marco Belpoliti, Non è sempre truffa, a volte c’è anche il genio

8/4/2010  DA la stampa MOLESKINE82.jpeg

Non è sempre truffa, a volte c’è anche il genio

MARCO BELPOLITI

L’avevamo sempre saputo: le idee migliori le hanno gli altri, l’importante è essere veloci e afferrarle al volo.

Le idee non sono quasi mai di chi le ha pensate, bensì di chi le realizza. Quando si dice copiare si pensa a uno studente chino sul suo foglio che sta scrivendo, e un altro, il compagno di banco, o quello del posto dietro, che sbircia la formula scritta, la risposta barrata, la frase abbozzata. No, non è così. Il processo di copiatura non è così immediato come sembra.

Per copiare davvero ci vuole intelligenza e rapidità, bisogna saper fare connessioni, stabilire analogie, intravvedere soluzioni, essere intuitivi. Copiare è come inventare. Meglio, è il secondo stadio del missile dell’invenzione. Inventare come invenire: trovare la soluzione giusta. Il primo aiuto lo forniscono gli altri, il secondo te lo dai da solo. In ogni caso, o il talento ce l’hai o non ce l’hai. Non c’è altra possibilità.

Il copiatore è un inventore di secondo livello, ha bisogno di una spinta iniziale, anche se questa non è sufficiente. Oggi uno studio scientifico ci dice che copiare fa bene, funziona, è la strada giusta. Non avevamo alcun dubbio. Tuttavia il sistema d’ideazione non è così semplice e lineare come sembra. Avere un’idea non basta mai, come dimostra la storia del nostro Meucci, ma anche altre innumerevoli vicende nel mondo della comunicazione, non ultima quella della Apple: arriva quasi sempre seconda, ma alla fine primeggia comunque, grazie al suo valore aggiunto: design e comunicazione.

 

 

mOLESKINEe8.jpegPer diventare scrittori, si sa, la prima regola è imitare, che nell’ambito della letteratura è come copiare. Per trovare la propria voce, il tono giusto per raccontare, occorre imparare da chi è più bravo: copiare è la strada più breve. Il resto verrà, se verrà, col tempo. E sempre a forza di imitare.

Copiare non è solo rifare, bensì migliorare, perfezionare: portare a compimento. Non aveva fatto così anche Darwin? Per restare ai viaggiatori, conoscete i celebri Moleskine, i quaderni neri con l’elastico? Ne parlava Chatwin nei suoi libri. Poi qualcuno ha pensato bene di registrare il marchio. Un’idea, anche se catturata al volo, per farla fruttare bisogna metterla in opera.

Per i quaderni Moleskine c’è voluto una società, un’organizzazione, un marketing adeguato. A cose fatte, tutto sembra inevitabile, anche il successo di un’idea minima come questa. Eppure per arrivare al risultato finale occorre molta fatica e, perché no, una buona dose di fortuna. Ai generali bravi, Napoleone, come si sa, preferiva quelli fortunati.

Tutti copiano, ma solo alcuni, più fortunati e abili, ci riescono davvero. Viva i copiatori!

Lascia un Commento