Claudio Risè,La guerriglia delle molestie

La guerriglia delle molestie
di Claudio Risé – 16/06/2010

 

Unknown.jpegFonte: Claudio Risè

In tutto il mondo, da Milano a Gerusalemme, da Bari a New York a Tokio, uomini più o meno potenti si mettono nei guai con gesti o battute sbagliate, che fanno infuriare le donne e finiscono col mettere in pericolo la carriera degli imprudenti. Cosa c’è dietro queste risse, che hanno quasi sempre degli strascichi pubblici abbastanza importanti? Sono gli uomini troppo arroganti, o le donne troppo cattive? Si tratta di cose sempre accadute, ma prima taciute, o c’è anche qualcosa di nuovo?
La ”guerriglia delle molestie“ rivela, in realtà, aspetti significativi delle tensioni oggi in atto tra i due sessi. Anche l’ascolto di uomini e donne in psicoterapia conferma che non si tratta di episodi banali, né casuali.
A volte uno dei due cerca di profittare dell’altro. Spesso l’uomo usa il suo potere per ottenere favori sessuali; in altri casi donne più o meno infastidite ne profittano per ricevere qualche tipo di riparazione, in denaro o status, o per rivalersi di altro.
Al di fuori di questi casi (nell’insieme, tuttavia, massa d’urto assai consistente), il terreno comune della guerriglia delle molestie è un altro, più sottile, molto più ampio, e più significativo di questo.
Quando all’indesiderata richiesta maschile la donna si oppone con forza, trasforma chi si immaginava protagonista di una seduzione in una figura vanesia, ridicola, e perfino violenta nella sua insistenza. Dietro, però, c’è una mancata comprensione del significato della coppia uomo-donna nella società.
Per il modello di cultura dominante più o meno ovunque tranne l’Islam e alcune zone africane o sudamericane, la coppia uomo-donna non è più il nucleo su cui si fonda la società. Uomo e donna combattono da soli la loro battaglia per la vita, e il modello che ispira la loro esistenza è stato chiamato quello della Self realization, la realizzazione del Sé individuale.
La seduzione sessuale può aiutarla (mettendo a frutto le qualità del partner), od ostacolarla (quando il partner appare inadeguato ai propri obiettivi). In entrambi i casi, però, la donna se ne accorge in poco tempo; quello appunto nel quale decide di assecondare e accondiscendere, oppure di scoraggiare e rifiutare le proposte o i segni di seduzione maschile. Scaduto quel corto intervallo, che può durare una sola occhiata o una breve conversazione, la donna ha scelto. Se ha acconsentito, e te lo ha fatto capire, puoi continuare. Altrimenti, psicologicamente, sei già un molestatore: se va bene le fai perdere tempo e la infastidisci, se va male, non ritirandoti le stai già usando psicologicamente violenza.
Sono ancora molti gli uomini che, per motivi diversi, non hanno compreso i tempi e i modi, rapidi e diversi, della seduzione di oggi, e soprattutto questa nuova chiarezza nel punto di vista femminile. Nel loro rimanere ipnotizzati dall’idea di sedurre le donne (anche se queste non ne vogliono saperne di loro), essi corrispondono al non piccolo esercito femminile che non vuole accettare di realizzare il proprio Sé e continua a reclamare innanzitutto l’amore, da uomini che pensano, invece, soprattutto a se stessi.
Gli uni e le altre appaiono per certi versi come dei sopravvissuti, residui della tradizione romantica tardo ottocentesca della famiglia fondata sull’innamoramento, che nell’insieme è durata neppure un secolo, e solo in Occidente.
Per entrambi il bisogno (narcisistico) di conferma da parte dell’altro prende il posto del coraggio di investire su di sé e sulla propria realizzazione. In realtà il molestatore (così come la donna che non si sente amata), chiede all’altro di cedergli perché lui non si ama.

Lascia un Commento