Slavoj Zizek a Occupy Wall Street

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Slavoj Zizek a Occupy Wall Street: “Noi non siamo sognatori, siamo il risveglio da un sogno che si sta trasformando in un incubo”

Domenica 9 ottobre il filosofo comunista sloveno Slavoj Zizek ha visitato Liberty Plaza e tenuto un discorso ai manifestanti. Proprio a New York dal 14 al 16 ottobre Zizek ha organizzato con Alain Badiou una tre giorni dal titolo “Comunismo: un nuovo inizio?”, prosecuzione del convegno londinese del 2009 su “L’idea di comunismo”.

Loro diranno che noi siamo violenti, che il nostro linguaggio è molto violento: occupazione e così via. Sì noi siamo violenti, ma soltanto nel senso in cui il Mahatma Gandhi era violento. Siamo violenti perché vogliamo porre un freno alla piega che gli eventi hanno preso – ma che cosa è questa violenza puramente simbolica rispetto alla violenza necessaria a sostenere il buon funzionamento del sistema capitalista globale?

Siamo stati definiti perdenti – ma i veri perdenti non sono forse tutti quelli di Wall Street che sono stati salvati dai vostri soldi, dalle centinaia di miliardi prelevati dalle vostre tasche?

Siete chiamati socialisti – ma negli Stati Uniti, c’è già il socialismo per i ricchi. Vi diranno che non rispettate la proprietà privata – ma le speculazioni di Wall Street che hanno portato al crollo del 2008 hanno cancellato più sudata proprietà privata che se noi fossimo stati qui a distruggerla notte e giorno – basti pensare a migliaia di case pignorate.

Vi diranno che state sognando, ma i veri sognatori sono coloro che pensano che le cose possono andare avanti all’infinito così come sono, solo con qualche cambiamento cosmetico. Noi non siamo sognatori, siamo il risveglio da un sogno che si sta trasformando in un incubo. Noi non stiamo distruggendo nulla, stiamo semplicemente testimoniando come il sistema si sta gradualmente distruggendo. Conosciamo tutti la classica scena dei cartoni animati: il gatto raggiunge un precipizio, ma continua a camminare ignorando il fatto che non c’è terra sotto i piedi, ma comincia a cadere solo quando guarda in basso e si accorge dell’abisso. Quello che stiamo facendo è proprio ricordare a chi è al potere di guardare in basso . Questo è quello che stiamo facendo qui. Noi stiamo dicendo ai ragazzi lì a Wall Street – Ehi, guardate giù!

A metà aprile 2011, i media hanno riferito che il governo cinese ha proibito di mostrare in TV e nelle sale film che si occupano di viaggi nel tempo e fantastoria, con l’argomentazione che queste storie introducono frivolezza in gravi questioni storiche – anche la fuga immaginaria in una realtà alternativa è considerata troppo pericolosa. Questo è un buon segno per la Cina. Significa che la gente ancora sogna alternative, quindi bisogna vietare questo sogno. Qui non si pensa a un tale divieto. Poiché il sistema dominante ha anche soppresso la nostra capacità di sognare. Guardate i film apocalittici che vediamo per tutto il tempo. E’ facile immaginare la fine del mondo. Un asteroide che distrugge ogni forma di vita e così via. Ma non si può immaginare la fine del capitalismo. Noi nell’ Occidente liberale non abbiamo bisogno di un divieto esplicito: l’ideologia esercita abbastanza potere materiale da impedire che narrazioni di storia alternativa siano prese con un minimo di serietà.

Allora, cosa ci facciamo qui? Lasciate che vi racconti una meravigliosa barzelletta dei vecchi tempi del comunismo. Un operaio viene mandato dalla Germania Est a lavorare in Siberia. Consapevole di come tutta la posta sarà letta dalla censura dice ai suoi amici: “Stabiliamo un codice: se una lettera che riceverete da me è scritta con inchiostro blu sarà vera, se è scritta in inchiostro rosso sarà falsa”. Dopo un mese, i suoi amici ricevono la prima lettera scritta in inchiostro blu: “Tutto è meraviglioso qui: i negozi sono pieni, il cibo è abbondante, gli appartamenti sono grandi e ben riscaldati, i cinema proiettano bei film dell’Occidente, ci sono molte belle ragazze pronte per una relazione – L’unica cosa che non si può comprare è l’inchiostro rosso”. Questo è il modo in cui viviamo. Abbiamo tutte le libertà che vogliamo – l’unica cosa che ci manca è l’inchiostro rosso: ci sentiamo liberi perché ci manca il linguaggio per articolare la nostra non-libertà. Il modo in cui ci insegnano a parlare di guerra, di libertà e di terrorismo, e così via, falsifica la libertà. Voi, qui, voi state distribuendo a tutti noi inchiostro rosso.

C’è un pericolo. Non innamoratevi di voi stessi, del bel tempo che stiamo vivendo qui. I carnevali sono a buon mercato – la vera prova del loro valore è quello che rimane il giorno dopo, come la nostra normale vita quotidiana sarà cambiata. Io non voglio che ricordiate questi giorni come “oh mio dio eravamo giovani è stato bellissimo “. Innamoratevi del duro e paziente lavoro – noi siamo l’inizio non la fine. Ricordatevi che il nostro messaggio fondamentale è: il tabù è rotto, non viviamo nel mondo migliore possibile, noi siamo autorizzati e obbligati a pensare delle alternative. C’è una lunga strada davanti, e presto dovremo affrontare le questioni veramente difficili – domande non su ciò che non vogliamo, ma su ciò che noi vogliamo. Quale organizzazione sociale può sostituire il capitalismo esistente? Di quale tipo di nuovi leader abbiamo bisogno? Le alternative del XX secolo, ovviamente, non hanno funzionato.

Non incolpate le persone e i loro atteggiamenti: il problema non è la corruzione o l’avidità, il problema è il sistema che ti spinge a essere corrotto. La soluzione non è “Main street non Wall Street”, ma di cambiare il sistema in cui la strada principale non può funzionare senza Wall Street. State attenti non solo ai nemici ma anche ai falsi amici che fanno finta di sostenerci ma stanno già lavorando duramente per diluire la nostra protesta. Allo stesso modo con cui si ottiene il caffè senza caffeina, la birra senza alcool, il gelato senza grassi, cercheranno di fare di noi una innocua protesta morale, un processo decaffeinato. Ma il motivo per cui siamo qui è che ne abbiamo avuto abbastanza di un mondo dove riciclare lattine di Coca Cola, per dare un paio di dollari per la carità, o comprare il cappuccino Starbucks dove l’1% va per i problemi del Terzo Mondo è sufficiente a farci sentire buoni. Dopo l’outsourcing del lavoro e della tortura, dopo che le agenzie matrimoniali hanno iniziato a esternalizzare anche i nostri incontri, noi vediamo che per molto tempo abbiamo permesso che anche il nostro impegno politico fosse esternalizzato. Noi lo rivogliamo indietro.

Noi non siamo comunisti, se per comunismo si intende il sistema che meritatamente è crollato nel 1990 – e ricordate che i comunisti che sono ancora al potere dirigono oggi il capitalismo più spietato in Cina. Il successo del capitalismo cinese a conduzione comunista è un segnale inquietante che il matrimonio tra capitalismo e democrazia si sta avvicinando al divorzio. Il che vuol dire che quando voi criticate il capitalismo, non lasciatevi ricattare da chi vi accusa di essere contro la democrazia. Il matrimonio tra democrazia e capitalismo è finito.

Il cambiamento è possibile. Allora, cosa consideriamo oggi possibile? Basta seguire i media. Oggi, il possibile e l’impossibile sono distribuiti in modo strano. Nei settori della libertà personale e della tecnologia, l’impossibile sta diventando sempre più possibile (o almeno così ci viene detto): “nulla è impossibile”, possiamo godere del sesso in tutte le sue versioni perverse; interi archivi di musica, film e serie TV sono disponibili per il download, il viaggio nello spazio è a disposizione di tutti (con i soldi …); possiamo migliorare le nostre capacità fisiche e psichiche attraverso interventi sul genoma, fino al sogno techno-gnostico di raggiungere l’immortalità, trasformando la nostra identità in un programma software. D’altra parte, nel campo delle relazioni sociali ed economiche, siamo bombardati in continuazione da un Non è possibile (You cannot) … impegnarsi in azioni politiche collettive (che necessariamente finiscono nel terrore totalitario), oppure aggrapparsi al vecchio Welfare State (ti rende non competitivo e porta alla crisi economica), o isolarti dal mercato globale, e così via. Si vuole aumentare le tasse un po’ per i ricchi, ti dicono che è impossibile, perdiamo competitività. Volete più soldi per l’assistenza sanitaria: ti dicono impossibile, questo implica uno stato totalitario. Quando sono imposte misure di austerità, noi continuiamo a ripeterci che questo è semplicemente ciò che deve essere fatto. Forse è giunto il momento di invertire queste coordinate di ciò che è possibile e ciò che è impossibile. Forse, c’è qualcosa che non va in un mondo in cui vi è stato promesso di essere immortali, ma non si può spendere un po’ di più per l’assistenza sanitaria? Forse dovremmo impostare le nostre priorità direttamente qui. Non vogliamo uno standard di vita più elevato – vogliamo uno standard di vita migliore. L’unico senso in cui noi siamo comunisti è che ci preoccupiamo per i beni comuni, i beni comuni della natura, i beni comuni della conoscenza che sono privatizzati dalla proprietà intellettuale, i beni comuni della biogenetica, per questo e solo per questo dovremmo combattere. Il comunismo è fallito assolutamente, ma i problemi dei beni comuni sono qui.

Loro ci diranno che siamo anti-americani. Ma quando i fondamentalisti conservatori vi dicono che l’America è una nazione cristiana, ricordate che cos’è il cristianesimo? E’ lo Spirito Santo. Che cos’è lo spirito santo? Una comunità libera egualitaria dei credenti uniti dall’amore reciproco e che hanno solo la propria libertà e responsabilità di farlo. Così inteso lo Spirito Santo è qui ora, mentre giù a Wall Street ci sono pagani che adorano idoli blasfemi. Così tutto ciò di cui abbiamo bisogno è la pazienza. L’unica cosa che mi fa paura, è che un giorno andremo semplicemente a casa, e ci incontreremo una volta all’anno, a bere birra e a ricordare nostalgicamente che bel tempo abbiamo vissuto qui. Promettiamo a noi stessi che questo non sarà il caso. Si sa che le persone spesso desiderano qualcosa, ma in realtà non lo vogliono. Non abbiate paura di volere davvero ciò che desiderate. Grazie mille.

(traduzione Maurizio Acerbo)

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