Il cavallo col suo cavaliere e Vasily Kandinsky,

Il cavallo col suo cavaliere e Vasily Kandinsky,

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“Come tutti i bambini, mi piaceva enormemente cavalcare. Per accontentarmi, il nostro cocchiere mi foggiava a guisa di cavallo bastoni sottili da cui ritagliava strisce di corteccia a spirale. (…)

Quando mia zia giocava insieme a me con i cavallini, avevamo entrambi una preferenza spiccata per un cavallo color Isabella macchiato di ocra e con una criniera gialla chiara. Seguivamo un severo regolamento che ci dava a turno il diritto di farlo correre, una volta con il suo fantino e una volta con il mio. Ancora oggi la mia passione per i cavalli di quel pelame non è scemata e provo sempre lo stesso piacere a vederne uno che ritorna tutti gli anni nelle vie di Monaco. Compare quando si cominci a inaffiare le strade. Sveglia il sole che vi è in me… E’ immortale. Lo conosco da quindici anni e non diventa mai vecchio. E’ una delle prime impressioni, la più intensa da quando mi sono fermato a Monaco. Me ne stavo a seguirlo con lo sguardo e una promessa inconscia ma piena di sole vibrava nel mio cuore. Trasformava il cavallino di piombo della mia infanzia in una creatura viva, collegando così Monaco con i miei primi anni di vita”
E il cavallo col suo cavaliere comparirà spesso nella pittura di Vasily Kandinsky. Egli intendeva il rapporto cavallo-cavaliere come una simbiosi perfetta: “Il cavallo trascina l’artista con forza e velocità, ma il cavaliere guida il cavallo. Il talento trascina l’artista, ma l’artista conduce il suo talento”.

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Il cavaliere comparirà in varie forme. Il cavaliere e il cavallo compaiono in forme e tempi diversi.
Nella “Coppia a cavallo”, appaiono elementi di fiaba nel paesaggio russo. Il quadro si riferisce a una vecchia fiaba russa in cui il cavaliere riporta a casa la bella Elena, dopo averla liberata dalla prigionia dell’uccello di fuoco.

San Giorgio, il santo cavaliere che uccide il drago:il cavaliere appare come “il messaggero della nuova era in cui il bene trionfa sul male, il rinnovamento sulla tradizione, lo spiritualismo sul materialismo”. Ma non è solo un eroe romantico: è il simbolo stesso della missione dell’artista, che lotta contro le convenzioni artistiche in favore della libertà dell’arte astratta. E’ stato anche notato che la ricorrenza di San Giorgio, 23 aprile, nell’antico mondo contadino è associata alla primavera e ai riti di rigenerazione che la celebrano.  E’ simbolo della continua ricerca che il pittore farà per rinnovare costantemente la sua pittura.

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