aRMANDO tODESCO,La de-industrializzazione della zona est di Milano

CAPITALISMO.jpegLa de-industrializzazione della zona est di Milano
 
Cinquanta anni fa la zona  est di Milano, zona chiamata anche della Martesana per via del naviglio che lì passa ,cominciava a fiorire con l’installazione di alcune fabbriche di una certa portata che si affiancavano al tessuto socio economico di artigiani , falegnami,  meccanici ed altri che operavano nella zona a vantaggio del piccolo circondario  .
Quindi  il territorio in questione e’ uno di quelli di  industrializzazione da antica data.
Si installo’ anche la societa’ GTE un colosso per il tempo nel campo delle comunicazioni che e’ diventata poi Nokia- Siemens .
Per Cassina de Pecchi tutto questo fu una vera fortuna perche’ le ditte che via via si installarono   assunsero anche moltissimi lavoratori della zona e dei paesi vicini .
E  trascorsero cosi’ nella sicurezza economica fino alla pensione gli anni 60 -70 -80 e 90.
Con gli anni 2000 cominciarono i problemi perche’ comiciarono le cosidette esternalizzazioni con la creazione di societa’ ad hoc che avevano solo l’aspetto di sazieta’ e a cui interessava poco la questione della valorizzazione del territorio ma molto la questione di fare soldi e fare cassa anche con legami e reti e iniziative a livello internazionale ,tipo la collocazione di aziende in fondi finanziari di poca vita.
I lavoratori hanno reagito con tavoli di concertazione con la politica e ora in lotta ci sono quelli della Jabil di Cassina  che denunciano che il territorio sta subendo una de-industrializzazione  totale dell’area.
Le imprese multinazionali e nazionali ,dicono i lavoratori ,stanno abbandonando il territorio svalorizzando e privando di futuro  sviluppo  quella che e’ stata  un’area prettamente industriale .
Il partito della speculazione edilizia  vuole mettere  le mani  sulla citta’ di Cassina .
Perche oltre ai 325 lavoratori  della Jabil  ci sono i 580 lavoratori  considerati esuberi  della vecchia Nokia Siemens  e sempre a Cassina de pecchi  c’e’ stata la dichiarazione di esuberi  anche  della Sirti tutte societa’ operanti nel campo della comunicazioni e delle reti .
Per questa situazione che sta evolvendosi ,in maniera negativa ,il sindaco di Inzago Calvi dopo l’esperienza di fabbriche di Inzago sempre della zona Martesana che hanno avuto problemi di ristrutturazione come la Elco  e la Mobib ha pensato di fare il punto della situazione  ,coinvolgendo le forse politiche e sociali presenti sul territorio per portare la solidarieta’ della popolazione inzaghese e al tempo stesso vedere che cosa era possibile fare .
E ‘stato sottolineato che l’occupazione della fabbrica  e il presidio della Jabil che sta per diventare un primato temporale sono  decisivi per il mantenimento  di questa area industriale e  condizione basiliare  per la continuita’  produttiva  della fabbrica  che grazie agli operai e’ attualmente presidiata e tutto si svolge sotto il controllo operaio e di giorno  e di notte oltre al fatto che gli operai mettono in azione tutti quei servizi e pulizie come la fabbrica fosse in vita attiva   .
In attesa …di un compratore!
Ma in attesa del compratore ci sono le domande:
 
-basta per i lavoratori italiani occupare la fabbrica per avere ora e domani il posto di lavoro?
-che tipo di influenza ha questa lotta sul settore delle comunicazioni sul piano strettamente tecnico ?lo migliora ,lo tiene fermo,lo peggiora nel senso che perde conoscenze?
-che rapporto ci deve essere tra il settore telecomunicazioni e il  mondo della scuola che si occupa di questo settore ?che futuro hanno i ragazzi che escono con tanto di diploma dalle scuole tecniche tele comunicative?
-e se domani si installasse una fabbrica cinese tecnicamente perfetta sul piano tecnico e prendesse tutto il settore nelle sue mani che fine farebbero queste lotte?
-perche’ i lavoratori si pongono solo il problema del loro posto di lavoro e non la parte tecnica altrettanto importante se non decisiva?
-perche’ si parla solo di politica e non di telecomunicazioni?
-che futuro avra’ l’Italia in questo campo domani?
-se perdiamo tutto il settore cosa ci rimane ?
-che presenza ha l’Italia in questo campo?
 
 
Dalla conferenza dell’altra sera non si sono date risposte!
 
 

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