Giuliano Battiston, Baumann: porsi le domande giuste

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da LIBERAZIONE, 8 luglio 2008

Giuliano Battiston
«Porsi le domande giuste è ciò che fa la differenza tra l’affidarsi al fato e perseguire una destinazione, tra la deriva e il viaggio»

«Porsi le domande giuste è ciò che fa la differenza tra l’affidarsi al fato e perseguire una destinazione, tra la deriva e il viaggio». Zygmunt Bauman – autore della Modernità liquida e della Solitudine del cittadino globale – sostiene che il compito del sociologo è proprio quello di usare la cultura – un «coltello affondato nel futuro» – per dimostrare che ciò che ci sembra ovvio e necessario è invece contingente e revocabile. Per «abbattere i muri dell’ovvio e dello scontato», edificati da quanti intendono presentare come immodificabile l’attuale ordine sociale, la ricerca delle domande giuste deve però essere alimentata innanzitutto dalla volontà di costruire un’arena politica globale che sappia recuperare «la fiducia nell’efficacia del discorso pubblico e nella sua capacità di stimolare un’azione collettiva».

Per caratterizzare l’attuale fase della modernità sono state usate definizioni diverse: seconda modernità, modernità riflessiva, postmodernità, etc. Lei stesso, dopo aver usato per un certo periodo la categoria della postmodernità, ha deciso di adottare la metafora della “modernità liquida”. Ce ne spiega le ragioni?
Ho rinunciato a descrivere l’attuale condizione come “postmoderna” in primo luogo perché si tratta di un termine negativo, che non dice nulla sulle caratteristiche della fase che è “venuta dopo” e in secondo luogo perché suggerisce erroneamente l’idea che l’era della modernità sia finita. Credo invece che la modernità sia uno stato di modernizzazione permanente, ossessiva e compulsiva, e che siamo ancora moderni, forse ora più che mai. Retrospettivamente, infatti, il primo stadio della modernità rivela pienamente le sue potenzialità “mature” solo nella fase liquida. Nella fase classica, “solida”, la modernità aveva già a che fare con la fusione dei corpi solidi (le tradizioni, i vincoli, le strutture rigide, i legami durevoli, le norme tramandate), ma era mossa dall’intenzione di sostituirli con altri ancora più solidi, che non fossero più vulnerabili, che fossero perfetti. La modernità liquida prosegue quel lavoro di fusione, ma non permette che ciò che è stato fuso si indurisca e si consolidi. Strutture, norme, legami, routine sono ora permanentemente in uno stato fluido.

Giuliano Battiston, Baumann: porsi le domande giusteultima modifica: 2008-07-08T19:45:44+02:00da mangano1
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