Ales.Mantovani, Strage di Bologna

Alessandro Mantovani –
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Strage di Bologna.
Andrea Colombo ex Manifesto: “colpevoli di comodo, innocenti di fatto”
Fonte: Corriere della Sera 31/07/2008

“Insulti? Minacce? Ma no, qualche parola grossa volava nelle assemblee dei primi anni ’90, quando per la prima volta Rossana Rossanda e poi io sostenemmo sul Manifesto l’innocenza di Mambro e Fioravanti”. Ricorda Andrea Colombo che quando ha scritto Storia nera. Bologna la verità di Francesca Mambro e Valerio Fioravanti (Cairo Editore, 2007), aveva lasciato il quotidiano comunista ed era capo ufficio stampa di Rifondazione Comunista al Senato. Liberazione fu inondata di lettere, qualcuno sollecitò Giovanni Russo Spena, capogruppo a Palazzo Madama, a metterlo alla porta. “Erano – ricorda Colombo – compagne e compagni che non hanno letto le sentenze, a loro importa poco della responsabilità di Mambro e Fioravanti, sono fascisti e chissenefrega. Dicono ‘Se li difendi fai il gioco delle destre…'”. Doppia morale tardo comunista? “Proprio così”. A via dei Volsci, sede di quel che resta dell’Autonomia romana, una volta qualcuno lo chiamava, con disprezzo, ‘amico dei fascisti’. Ora lo invitano a presentare il libro: “Nella sinistra radicale – dice ancora Colombo – la linea innocentista su Bologna è passata o quasi”. Lui, ex di Potere operaio, vicino all’Autonomia nel ’77, la sostiene dai primi anni 90, prima ancora del comitato ‘E se fossero innocenti?’. Perché? “Conobbi Francesca Mambro nel carcere di Rebibbia quando andavo a trovare le brigatiste, mi colpì la sua reazione alle condanne: non recitava. Poi mi sono convinto – carte alla mano – che nessuno può andare all’ergastolo per quegli indizi o per la parola di Massimo Sparti”, il pregiudicato e condannato per rapina che, smentito dai familiari, sostenne che Mambro e Fioravanti, dopo la strage, si sarebbero rivolti a lui per avere documenti falsi – mai rintracciati – dicendogli ‘hai visto che botto?’. [Dopo questa testimonianza, lo Sparti esce di galera per un presunto cancro al pancreas, che però lo ha “fortunosamente” lasciato in vita per oltre venti anni. Le lastre della radiografia, “ritrovate” solo di recente, extraprocessualmente, sono in realtà prive del nome del paziente, quindi anonime]. “Per la strage puntarono sui Nar perchè colpirli – sostiene Colombo – non avrebbe dato fastidio a nessuno, accusare i libici o i palestinesi invece avrebbe provocato gravi crisi”. Non fu il Pci a puntare sulla ‘strage fascista’? “Il depistaggio sull’estrema destra lo fecero la P2 e i servizi segreti, mica avvisarono Ugo Pecchioli… (Allora cosiddetto ministro degli interni di Botteghe Oscure). Poi, certo, il Pci ha coperto politicamente un processo che non stava in piedi. E così le stragi fino al ’74, forse fasciste, sono rimaste senza colpevoli e a Bologna invece i colpevoli di comodo si sono trovati”.

(31/7/2008 Corriere della Sera, inserto locale Bologna)

Ales.Mantovani, Strage di Bolognaultima modifica: 2008-07-31T17:14:00+02:00da mangano1
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