Mario Domina,Amor che nella mente mi ragiona

da La Botte di Diogene – blog filosofico
“AMOR CHE NELLA MENTE MI RAGIONA”
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Non si è mai parlato granché di amore su questo blog. O meglio: il fondamento di questo blog è in verità il concetto stesso di amore, nel senso della “philìa” greca, dell’amore per il sapere – altro la filosofia non è. Pur tuttavia non si è nemmeno parlato granché di quel concetto fondamentale per l’elevazione e la formazione filosofica che è l’amore – l’eros – nella concezione platonica. Ma soprattutto è dell’amore nel senso più comune (e forse più alto) che poco si è detto. Quel legame misterioso che consegna due persone l’una all’altra, le stringe e le avvinghia magneticamente, per un certo periodo della loro vita. Anche in questa occasione non ne parlerò, ma solo lo evocherò, dato che durante la pigra mattinata domenicale appena trascorsa, musica, versi e parole si sono dati convegno nella mia casa e nella mia mente: alcune musiche intime di Ludovico Einaudi; una strana voglia che mi è presa di leggere il Canzoniere di Petrarca; e poi questa canzone, tra le più belle di Francesco Guccini (ci sarà ancora in circolazione qualche critico letterario che si scandalizzerà per siffatti “spuri” accostamenti?) – una canzone che adoro e che volentieri canterò per gli amici della Banda Larga, il cui titolo è Vorrei. Queste le sue parole:

Vorrei conoscer l’ odore del tuo paese,
camminare di casa nel tuo giardino,
respirare nell’ aria sale e maggese,
gli aromi della tua salvia e del rosmarino.
Vorrei che tutti gli anziani mi salutassero
parlando con me del tempo e dei giorni andati,
vorrei che gli amici tuoi tutti mi parlassero,
come se amici fossimo sempre stati.
Vorrei incontrare le pietre, le strade, gli usci
e i ciuffi di parietaria attaccati ai muri,
le strisce delle lumache nei loro gusci,
capire tutti gli sguardi dietro agli scuri

e lo vorrei
perchè non sono quando non ci sei
e resto solo coi pensieri miei ed io…

Vorrei con te da solo sempre viaggiare,
scoprire quello che intorno c’è da scoprire
per raccontarti e poi farmi raccontare
il senso d’ un rabbuiarsi e del tuo gioire;
vorrei tornare nei posti dove son stato,
spiegarti di quanto tutto sia poi diverso
e per farmi da te spiegare cos’è cambiato
e quale sapore nuovo abbia l’ universo.
Vedere di nuovo Istanbul o Barcellona
o il mare di una remota spiaggia cubana
o un greppe dell’ Appennino dove risuona
fra gli alberi un’ usata e semplice tramontana

e lo vorrei
perchè non sono quando non ci sei
e resto solo coi pensieri miei ed io…

Vorrei restare per sempre in un posto solo
per ascoltare il suono del tuo parlare
e guardare stupito il lancio, la grazia, il volo
impliciti dentro al semplice tuo camminare
e restare in silenzio al suono della tua voce
o parlare, parlare, parlare, parlarmi addosso
dimenticando il tempo troppo veloce
o nascondere in due sciocchezze che son commosso.
Vorrei cantare il canto delle tue mani,
giocare con te un eterno gioco proibito
che l’ oggi restasse oggi senza domani
o domani potesse tendere all’ infinito

e lo vorrei
perchè non sono quando non ci sei
e resto solo coi pensieri miei ed io…

http://duemilaragioni.myblog.it/media/00/02/1147090810.mp3
 

Mario Domina,Amor che nella mente mi ragionaultima modifica: 2008-09-28T19:08:00+02:00da mangano1
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