Patrizia Gioia ,Niente cocaina solo idrolitina

MILTON GLASER. Senza cocaina, ma con l’Idrolitina.
alla maniera di Patrizia Gioia
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Grazie caro Domenico, del tuo intenso “riportare al cuore” ( con l’articolo apparso oggi sulla Domenica del Sole24Ore ) “qualcuno” che, per noi grafici, fece allora parte di “nuova vita”, come Folon, di cui estrapolo una parte di quel che scrissi quando se ne volò via. Parole che valgono anche per Glaser,
che ancora, per fortuna sua e nostra, è tra noi:

… Eri per me, giovane ragazza, l’innamorato che avrei voluto, quello che disegnava in cardigan, magari con la pipa in bocca accesa e un piccolo buco di lana sottoil gomito, per il tanto amore, unità perfetta tra braccio e matita e cuore.
Allora tutti si sognava insieme, insieme approdavamo ogni giorno in nuova terra ancora non troppo americana, si disegnava il sogno con letraset e pantoni, pennarelloni per presentar disegni che ancora non si chiamavano layouts.
Ci eccitavamo insieme con la cow.
Eravamo artisti che non avevano osato la vera trasgressione, e ci tenevamo accanto Modì e l’assenzio, Utrillo e il cuba liber, la Valadon con l’arte della Musa e Brancusi che spaccava il senso, come quelle figurine, appena finite di incollare, prima di chiudere gli album dei giovanili nostri sogni.

patrizia1.jpgChe anni! Sì certo giovanili, ma non solo quello.
Si respirava aria sana, anche a Milano, e si poteva anche bere, Milano e l’acqua senza che fossero entrambe privatizzate da imbecillità e ignoranze, oggi senili, proprio di chi allora aveva ancora sane utopie.

Poi la globalizzazione ha stracciato l’Anima del mondo, spento la differenza dei colori, sterilizzato tutti gli odori, che di profumi e puzze sono densi, veri e umani.
Accecati gli occhi, si è zittito il cuore.
Uccidere una lingua è uccidere dell’Altro il suo Mistero e parlare inglese senza “sentire” da dove arriva quella parola che si sta dicendo è prostituirci al dover essere quello che non siamo.
Tanto che siamo finiti tutti sulle isole di cartapesta e si parla, inglese o no, come se fossimo sempre ad una grande festa.

Vero quello che dice Glaser del compiuter, che ha mandato l’inseparabilità del cuore della mano e della mente a fare un culo; tutto standardizzato, entri, scegli un carattere, lo metti in copertina, non sai nemmeno chi l’ha disegnato, ma soprattutto non sai tu come disegnare, “una grazia”, ancora quella del fare.

Va beh? Caro Domenico, mi fermo, chè tanto avrei da dire di quegli anni, quando
lo stupore ci prendeva le cervella e si faceva notte a lavorare, non per l’effetto della cocaina, ma per le bollicine che, prima ancora della Coca Cola, c’aveva la nostra bella italiana Idrolitina!

Patrizia Gioia ,Niente cocaina solo idrolitinaultima modifica: 2008-11-30T20:11:00+01:00da mangano1
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