Beno Fignon, Aforismi ( marzo 2009)

Al gno paéis la vierta / a fa un tal bacàn / che duç i dìs: “Éis liée!”.
Al mio paese la primavera / fa un tale baccano / che tutti dicono: “È lei!”.
(Beno Fignon, Haiku furlans. Poesia dei magredi, Soc. Filologica Friulana, Udine).
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Ho già spedito in omaggio parecchie copie del volume citato a quanti lo hanno richiesto.
Incoraggio ora i timidi a richiederlo, ancora in omaggio

4426 – Se l’intelligenza non mantiene insonne il cuore, è più onorevole l’assopimento dell’intelligenza.
4427 – Osservando una danza ci investe l’impulso di essere più buoni. Prova anche tu, malvagio!
4428 – La malinconia per la infruttuosa ricerca della verità è materiale radioattivo, indistruttibile, fonte di energia perenne.
4429 – Supermercati: “Siamo aperti 24 ore su 24. Anche la domenica. Osservate gli uccelli dell’aria. Praticano forse gli orari di chiusura?”. Evangelici (i supermercati).
4430 – Se il fiore che ti ha promosso non lo curi, non lo poti, non lo innesti per nuovi germogli, presto sarà cavolo.
4431 – Il maschio ha due tasche. Una per l’ipotesi della morte, l’altra per l’ipotesi della vita. La donna ha una sola borsetta e più dimestichezza con entrambe le ipotesi.
beno1.jpg4432 – Artisti nevrotici e narcisisti, se sprezzanti, vogliono significare il loro essere ali e gli altri porci.
4433 – Si arriverà finalmente in paradiso a piangere in pace.
4434 -Anziché assimilare la verità le faceva da crocerossino, pertanto era perennemente malaticcio.
4435 – Tra il fondamento e il fondato, l’uomo per lo più è l’affondato.
4436 – Ratio et fides. Un incastro ancora precario. Infatti a ogni scossa di media entità, la prima si risveglia risentita e la seconda si riaddormenta rinsecchita.
4437 – Spesso la buonafede raggiunge gli stessi effetti dell’invasione delle cavallette.
4438 – Tutti vagheggiamo la vita come un continuo inizio di neve.
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4439 – Problema. Se le prese di posizione schiette vengono considerate monche, il buon senso malinconico e meraviglia il trasformismo, di quanta chiarezza avrà bisogno la mamma per generare bimbi sani?
4440 – Il sapere della fede non è la fede nel sapere, ma un credere sapendo e un sapere credendo.
4441 – Il tempo o del trasformismo dell’eternità.
4442 – Ma certo che il Signore ti vuole bene. Non vedi come zoppichi? Per di più qualche volta brilli.
4443 – Drasticherie. Sognare le perenni notti romantiche a spese perenni del sole.
4444 – Il lieve rossore d’imbarazzo per lo sfiorire del proprio corpo può corroborare l’anima che ne è la gelosa custode.
4445 – Il sì è determinante. Per questo difficilmente troviamo dove collocarlo.
4446 – Affetti. Pensiero. Spirito. Sessualità. Festa. Arte. Questa la vita. Quando entra il denaro a potenziare il tutto, tutto si affloscia.
4447 – La realtà corre più veloce del pensiero, ma questo la rende superficiale.
4448 – Puntare tutto sulla carriera, significa vivere un radicale pessimismo.
4449 – Senza solitudine non c’è grandezza.
4450 – O ti prepari al Tutto o ti rapisce il lutto.
4451 – Gli spiritualisti a spada tratta contro il testamento biologico. Il corpo ancora come corpo estraneo.
4452 – Stare solamente con i propri, il clan, la famiglia, il branco: un piano esistenziale che più pantofola straniera non si può.
4453 – Di certe donne anziane si capisce come erano da giovani, come di certe giovani donne si capisce come saranno da anziane.
4454 – Il Signore è “segno di contraddizione”, non “bastian contrario”, caro il mio catechista.
4455 – Una bella esposizione filosofica fa contenta una piccola parte di Dio. Un uomo afasico lo mobilita per intero.
4456 – I trafelati pedalano in barca, remano in bicicletta, scampanellano nel deserto, applaudono a sala vuota, hanno il respiro sincopato e lo fanno passare per ritmo.
4457 – Il problema non è la malattia, ma il medico.
4458 – L’immagine dell’anguria cubica realizzata dai giapponesi dà non solo l’idea della tonalità del loro arcipelago, ma anche del loro mentale arcipelo, nonché della incommensurabile liberalità della natura.
4459 – Vogliono ripopolare le valli montane senza mai accennare al ritorno delle mucche. Un similturismo per una similvita dove nessuno si assomiglia.
4460 – Quando il sentimento piove sul sole della ragione, non dovrebbe provocare la nascita di una quieta luna, ma la fusione nucleare.
4461 – Il mondo di per sé sarebbe rotondo se non ci fosse la testa quadra degli uomini.
4462 – Primavera. Le lucertole permanentemente in ansia e in fuga. Anche a loro è giunta voce dell’uomo.
4463 – Per molti cristiani non essere del mondo significa pretendere di passarvi indenni.
4464 – Siamo tutti delegati che amano delegare. Per questo il mondo non è rilegato.
4465 – Riconoscere la verità ancorata a un principio irrelato e allo stesso tempo relazionale, non è altro che avvertire, di km in km, che il motore tiene, che “viene fuori alla distanza”.
4466 – La malattia si ripete. La morte è unica.
La malattia è ambigua. La morte è schietta
La malattia ha mille parole. La morte una sola.
La malattia intona un falso peana. La morte canta vittoria.
Insomma, regredire non solo nella pancia, ma fino al primo eden.
4467 – Frenesia di SMS sempre sognando di essere chiamati per nome e scongiurare l’SOS. Le scialuppe di salvataggio sempre all’erta.
4468 – Certo che Adamo ed Eva hanno pensato poco al destino delle future generazioni. Malattia ereditaria.
4469 – La complessità si presenta nella semplicità, solo se ogni particolare è complesso. Se no è solo un complesso di amebe.
4470 – Più sei amato e più devi sfoderare le antenne per percepire se ne stai approfittando

Beno Fignon, Aforismi ( marzo 2009)ultima modifica: 2009-03-25T22:16:00+01:00da mangano1
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