Quando il disagio esplode

DISAGIO SOCIALE E DISOCCUPAZIONE ALL’ORIGINE DEL GESTO
Uomo si dà fuoco in Campidoglio
Ricoverato all’ospedale sant’ Eugenio. Un amico: «Era disperato perché senza lavoro»
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ROMA – Un uomo, V.C., 39 con precedenti penali per rapina e altri reati gravi, si è dato fuoco in piazza del Campidoglio a Roma. Ancora ignoti i motivi del gesto, anche se probabilmente si legano al disagio sociale e alla mancanza di un lavoro. «Sono disperato» avrebbe detto ai soccorritori, prima di essere ricoverato al centro grandi ustioni dell’ ospedale sant’ Eugenio, non in gravi condizioni, ma con ustioni sul 10% del corpo.
«SONO UN DISOCCUPATO» – «Sono un disoccupato, il mio era un gesto dimostrativo» ha poi detto l’uomo ai medici del reparto grandi ustionati dell’ospedale Sant’Eugenio dove è ricoverato. Secondo quanto affermano fonti mediche l’uomo avrebbe ustioni di secondo e terzo grado alla nuca e alle orecchie. Le condizioni generali sono comunque buone.
I PRIMI SOCCORSI – L’uomo si era cosparso di liquido infiammabile e si è dato fuoco. A intervenire immediatamente sono stati i carabinieri dell’ antisabotaggio e dell’ unità cinofile che stavano effettuando una bonifica dell’ area antistante il palazzo senatorio in previsione della visita dei Reali di Svezia in Campidoglio. C’era stato un altro precedente simile in Piazza Navona il 9 giugno scorso, quando un altro pregiudicato napoletano si diede fuoco e poi si gettò nella fontana.

DISPERATO PER LA DISOCCUPAZIONE – Ricoverato al S.Eugenio è stato raggiunto da un amico, Celestino, che ha confermato la versione dell’uomo. «Era disperato, non riusciva a trovare lavoro e per questo martedì aveva già minacciato di darsi fuoco – dice l’amico – poi stamattina alle sei l’ho visto, mi ha salutato, mi ha detto “ci vediamo dopo”, aveva gli occhi pieni di rabbia». Proprio martedì, racconta la sua compagna Paola, gli era stato comunicato che non avrebbe percepito alcun indennizzo di disoccupazione dopo il licenziamento dalla cooperativa di servizi dove lavorava fino allo scorso ottobre.quando1.jpg
Gli agenti hanno fatto irruzione in un palazzo ed hanno trovato una struttura
con camere in affitto alle quali si accedeva tramite botole
Milano, la polizia scopre
un albergo sotterraneo per cinesi

MILANO – Un “albergo” sotterraneo per cinesi è stato scoperto dagli agenti della polizia di Milano che hanno fatto un’irruzione nella “struttura” alla quale si accedeva da una botola.

Dopo la segnalazione, domenica scorsa, di uno strano andirivieni al numero 77 di via MacMahon, nella notte gli agenti delle volanti Tevere, Farini e Accursio, hanno parcheggiato le auto su due botole situate sul marciapiedi di fronte allo stabile e hanno suonato il campanello. Nessuno è venuto ad aprire, ma sotto le volanti qualcuno ha cercato invano di aprire una botola.

Una volta entrati in un appartamento al primo piano, gli agenti hanno sorpreso 28 cinesi, 12 regolari e 12 clandestini, uomini e donne, di età compresa tra i 40 anni e i 3 mesi (quattro erano i bambini), stipati in stanzette grandi quanto un materasso matrimoniale. Il primo piano era collegato all’ex magazzino sottoterra da una scala e lì, come sopra, l’ambiente era stato suddiviso con paratie di compensato: 60 i posti letto complessivi, che venivano affittati a 100 euro al mese a coppia, 200 euro a famiglia. Due i bagni e una cucina sudicia, con bombola a gas.

Rudimentale il sistema elettrico e inesistente il sistema di areazione: l’aria entrava dalle due botole, di cui una serviva come uscita di sicurezza. Tutto la struttura è stata sequestrata.

Quando il disagio esplodeultima modifica: 2009-03-25T22:22:00+01:00da mangano1
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