M.Tomasutti, Per un Veneto plurale e tollerante

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Massimo Tomasutti

Per un Veneto plurale e tollerante

(dal Gazzettino di Venezia del 28 luglio)

Mi chiedo insistentemente, dopo aver letto su queste pagine l’appassionato intervento dell’Avvocato Renzo Fogliata che sostiene d’invidiare la Spagna “che festeggia i Mondiali con la bandiera catalana”, se ciò che dovrebbe far veramente vibrare d’orgoglio i Veneti per la loro storia ed identità debba necessariamente essere in aperto e pericoloso conflitto con i valori ed i principi nazionali italiani. E’ innegabile che il Leone marciano abbia avuto una storia straordinaria di cui andare orgogliosi; una storia certo ampiamente trascurata nei testi scolastici. Ma è altrettanto vero, purtroppo, che proprio in nome dell’identità, anche sulle vicine sponde adriatiche tanto care alla storia di Venezia, si sono combattute guerre fratricide feroci e, limitando lo sguardo al nostro incensato Nordest, si è rischiato talvolta di consumare delle autentiche derive sociali (basti pensare a certe proposte, per così dire, ‘escludenti’ di alcuni sindaci). Personalmente proporrei di riscoprire, invece, il sentimento d’appartenenza al territorio veneto. Un concetto questo che, a differenza dell’identità veneta, parla di meno al ventre e più al cervello. E’ ciò che – credo – chiede il Veneto e la sua grande storia. Un territorio (una ‘patria’) che è sempre stato attraversato e popolato, nei secoli, da tante genti diverse, capace d’accogliere anche, assimilandole, esperienze diverse. Lasciamo, dunque, perdere azzardate e rischiose ipotesi ‘nazionaliste’ anti-italiane e riscopriamo la ricchezza e le potenzialità culturali di una regione, di un ‘popolo’ e, soprattutto, di una Capitale, quale Venezia effettivamente è, che nei secoli ha saputo dare figure storiche ‘simbolo’ dell’incontro e dell’assimilazione con l’Altro come Marco Polo e Giacomo Casanova. Il loro linguaggio, i loro comportamenti costituiscono ancor’oggi una lezione storica e culturale preziosa: quello dell’incontro e dello stare assieme con il diverso. Personaggi dell’antica Serenissima pronti all’interazione, consapevoli di rappresentare una cultura d’origine aperta alle molteplici diversità e pronti ai rischi della relazione. Veneto, dunque, come crogiolo fertile, aperto di diversità (anche italiane), che si arricchiscono vicendevolmente nel proficuo rapporto con le altre.

M.Tomasutti, Per un Veneto plurale e tolleranteultima modifica: 2010-07-29T13:14:50+02:00da mangano1
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