dINO Levi, La negazione di fatti storici assodati non è un’opinione

da LIBERAZIONE
La negazione di fatti storici assodati non è un’opinione
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di Dino Levi*

Come cittadino italiano sono preoccupato che nella nostra università possa salire in cattedra un somaro, che questi possa ragliare che i suoi simili volano e che, forte della sua autonomia, l’università non se ne sia liberata per tempo. Se da una cattedra di ingegneria qualcuno insegna calcoli strutturali sbagliati, voglio sperare che venga cacciato prima che le case ed i ponti progettati dai suoi allievi crollino. Ci si interroga ora, visto che evidentemente gli anticorpi accademici non hanno funzionato, se sia necessario prevedere il reato di negazionismo e le pene conseguenti.
Sono vivi sempre meno testimoni diretti dello sterminio nazifascista, e comprendo benissimo la logica e lo spirito della proposta di Pacifici.
Prevedere anche in Italia una fattispecie di reato specifica per la negazione dello sterminio, significherebbe, ancora una volta, riaffermarne la mostruosa specificità e riconfermare le responsabilità del fascismo italiano.
Circolano ancora i protocolli dei savi di Sion, le curve ultras utilizzano “ebrei” come termine offensivo, Berlusconi si esibisce in penose “barzellette” da ventennio, forse più pericolose di un asino in cattedra. Questo ed altro ci induce, come ebrei, a pensare che dopo le campagne mediatiche contro Albanesi, Rumeni e Rom, possa venire il nostro turno.
Nè aiuta la frequente confusione tra “ebreo” ed “israeliano” proprio mentre il governo israeliano sembra indulgere nella teoria e nella pratica discriminatoria.
Si riapre, al solito, il dibattito sulla libertà di opinione. La negazione dei fatti non è una opinione.
Da ricercatore sperimentale propongo di chiudere in un locale sigillato Faurisson, Moffa e co. immettendovi Ziklon B per verificare successivamente se l’unico risultato sia che i loro abiti sono disinfettati. Naturalmente lo strumento legislativo non esime da una seria e continuativa opera di educazione positiva, fatta non solo di giornate della memoria, pure importanti ed efficaci (nè mi turba il rischio di ripetitività e ritualità: gli studenti cambiano ogni anno), ma anche di lotta al razzismo, di valorizzazione delle diversità, di recupero del concetto di responsabilità individuale.
Sarebbe anche opportuno un esame di coscienza da parte di chi non prova alcun disagio, come ebreo italiano, a trovarsi in comunanza con forze apertamente razziste e filonaziste. Da ultimo una notazione non secondaria.
Il negazionismo di Moffa non sembra essere dettato da amore di verità, ha invece un forte odore di petrolio (Pasolini docet…).
Con la stessa disinvoltura dei professori dell’università italiana che nel ’40 furono ben lieti di subentrare ai colleghi ebrei perseguitati, ho il sospetto che se Israele galleggiasse sul petrolio, Moffa, con il suo Master Mattei, che annovera anche docenti di ottimo livello, anzichè carezzare il pelo ad Ahmadinejad, commemorerebbe la Shoah con commozione.
*già direttore di ricerca del Cnr

in data:
20/10/2010

dINO Levi, La negazione di fatti storici assodati non è un’opinioneultima modifica: 2010-10-27T15:47:48+02:00da mangano1
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Un pensiero su “dINO Levi, La negazione di fatti storici assodati non è un’opinione

  1. Sarebbe ben più interessante guardare vicino invece che guardare così lontano. A fine maggio 2010 degli assassini israeliani hanno aggredito delle navi che si recavano nel campo di sterminio di Gaza per portare pacificamente soccorsi.
    I killer provenienti da Israele hanno massacrato i pacifisti, li hanno sequestrati, derubati, deportati.
    Perchè non cominciamo a fare rispettare le leggi esistenti nel Mediterraneo?
    Nel 2008 gli stessi assassini hanno massacrato 1500 persone, per la maggior parte donne e bambini, nel campo di sterminio di Gaza. Perchè la comunità internazionale non applica le leggi esistenti?
    Perchè dobbiamo continuare a tollerare i massacri compiuti dagli israeliani e inventare nuove leggi per punire i reati di opinione?

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