Francesco Prisco, Arancia meccanica festeggia i quarant’anni con una speciale edizione blue ray

da IL SOLE 24 ORE

Arancia meccanica festeggia i quarant’anni con una speciale edizione blue ray

di Francesco Prisco
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Ultra-violenza in alta definizione per i quarant’anni di «Arancia meccanica»
«Arguto. Divertente. Musicale. Eccitante. Bizzarro. Politico. Entusiasmante. Spaventoso. Metaforico. Comico. Sardonico». Una sfilza di aggettivi mai banali che si inseguivano sulle note velocizzate dell’overture del «Guglielmo Tell», alternandosi a immagini distanti anni luce da quanto il pubblico di tre quarti di mondo era abituato a vedere.

L’«Arancia meccanica» di Stanley Kubrick si presentava così nelle sale cinematografiche, attraverso un trailer che anticipava alla perfezione la rivoluzione che quei 137 minuti di pellicola avrebbero scatenato. Applausi a fine proiezione, critica giubilante ma anche proteste, denunce, sequestri di copie, svenimenti in sala e incredibili casi di emulazione delle gesta dei protagonisti: tutto esattamente quarant’anni fa. E siccome che l’industria cinematografica ha la memoria molto lunga quando si tratta di «monetizzare» la passione dei fan delle opere di culto, ecco a voi una Blue Ray Special Edition di «Arancia meccanica» che in due dischi unisce al film contenuti speciali, tra cui un documentario sull’impatto culturale esercitato dall’opera, il già noto «Stanley Kubrick: a life in pictures» e un’intervista inedita nella quale a ricordare il regista scomparso nel ’99 è l’attore Malcolm McDowell che qualche settimana fa a Cannes ha presenziato alla proiezione d’onore.

FOTO
Arancia meccanica, le immagini di un film che ha fatto epoca

VIDEO
Arancia Meccanica Trailer

Scontato che, anche nel nuovo supporto, questo film che costò 2,2 milioni di dollari e in quattro decadi ne ha incassati 26,5, genererà un’altra bella iniezione di denaro nelle casse della Warner Bros che ebbe l’intuizione di produrlo. Di coraggio ne serviva parecchio: che il «prodotto finale» delle riprese – svoltesi nei sobborghi di una irriconoscibile Londra tra l’ottobre del ’70 e l’aprile del ’71 – sarebbe stato shockante almeno quanto il romanzo di Anthony Burgess che le ispirava era facile immaginarselo. Anzi. Il film ha corso il rischio concreto di esserlo ancora di più, almeno stando alla prima versione della sceneggiatura vergata dallo stesso Burgess, spuntata fuori – guarda caso – proprio in questi giorni. Avremmo visto Alex, l'(anti)eroe protagonista «i cui principali interessi sono lo stupro, l’ultra-violenza e Beethoven», iniettarsi sostanze anfetaminiche per endovena e collezionare crani di bambini recuperati chissà come. Troppo persino per quell’anticonformista di Kubrick che, attraverso un fitto carteggio, indusse il romanziere britannico a più miti soluzioni narrative.

In ogni caso il film – con quel montaggio così frenetico da far pensare al cinema muto, l’uso sapiente del «sublime» della musica classica per commentare l’«infimo» della violenza, quell’estetica visionaria ed espressionista – ci è rimasto appiccicato addosso, impresso in maniera indelebile nell’immaginario collettivo occidentale. Forse perché, come sole le più grandi opere d’arte riescono a fare, parla a tutti: dal professore universitario all’ultimo ragazzino di periferia. E a diversi livelli di comunicazione. Facile allora comprendere il motivo per cui, fatta cento la fama di Kubrick, un buon 25% di essa dipenda proprio da «Arancia meccanica». Un’enormità, se si considera che cosa il regista ebreo newyorchese, tra i più grandi di sempre, ha nel curriculum.

Francesco Prisco, Arancia meccanica festeggia i quarant’anni con una speciale edizione blue rayultima modifica: 2011-05-31T15:08:35+02:00da mangano1
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