Piccola riflessione sui risultati…

Curioso…quando si chiude un risultato elettorale sembra sempre che tutti abbiano vinto.Mi ricorda quel faraone, Ramses credo, che pur avendo perso fece annunciare la vittoria.O alcuni e alcune,che dicono dell’ex “ci siamo lasciati”,quando sono stati loro,ahimè,ad essere brutalmente mollati.E se invece fossero stati tutti sconfitti? In fondo è uguale.Se tutti sono giganti,diceva F.De Sanctis,nessuno più è gigante.
Il governo dovrebbe rallegrarsi meno di tutti. Si ripete il copione già visto dal 2001 al 2005: il malgoverno berlusconiano erode da subito i consensi, che dopo quattro anni, nel 2005, erano al minimo e ora dopo due sono in calo. Eppure, dopo un certo numero di mesi o di anni, la maggioranza ritorna a premiare questo pagliaccio. E’ una specie di loop. Mi ricorda il meccanismo psicologico di chi, dopo varie delusioni d’amore, continua a cascare come adolescentini nello stesso gioco d’azzardo dell’innamoramento. Che accadrà quando Berlusconi non sarà più in grado di sedurre? Da chi arriverà la fascinazione? Si può pensare a qualcosa di ancor peggio, visto che al peggio, come si dice, non ci sono limiti?
alessandra  paganardi
riflessione di tipo antropologico, ha un suo fondamento perchè come per le delusioni e gli innamoramenti esistono la ripetizione, la ” coazione a ripetere”, tuttavia la politica ha anche un suo indicatore che riflette umori e tensioni collettive, il sociale,  registrando i SINTOMI di un processo in cui non ci sono solo le delusioni ma le  conseguenze, a volte non previste, delle delusioni stesse.
attilio mangano
Non so se sia opportuno aprire una  discussione sui risultati, probabilmente  ha ragione Tronti  che ieri aveva scritto che col bipolarismo non si vince e si è destinati a una eterna opposizione, il bipolarismo sembra ormai un fatto strutturale  anche se non si può escludere che  possano esserci modifiche. Adesso sembra che per i prossimi tre anni la maggioranza  governerà  come le pare e piace, ma è davvero così? E ” a sinistra” si è chiuso un ciclo ponendo fine a coalizioni tipo Ulivo, probabile che come ai tempi in cui c’era il Psiup  venga fuori un secondo partito più a sinistra . Altra ipotesi è  che possa venir fuori prima o poi un Mitterand all’italiana…
Attilio  Mangano
Si attardiamoci ancora a parlare di ‘antropologia culturale’, ‘bipolarismo’ e via così. Intanto la Destra vince, anzi stravince! Ripeto con i Bersani, D’Alema, Fassino non si va in “nessun luogo”! Lo capite????? Non vi basta??????’
MASSIMO TOMASUTTI
Non sono così pessimista. Ce n’est qu’un debout. Il nano-corruttore ha perso milioni di voti. La sua vittoria nel Sud, scontata, acuirà lo scontro con Bossi, sempre più dominus della situazione, e alleggerirà il Pd di pesanti compromessi e losche alleanze. Il Pd, ai minimi con Veltroni, è ricresciuto e numericamente si è avvicinato al Pdl. I grillini e le grilline -ne conosco una, festante- hanno conquistato identità e peso, potendo così condizionare positivamente il Pd in futuro. A Roma la Bonino ha vinto e nel Lazio perso contro tutti, papa in testa, partendo da sotto zero, grazie a Marrazzo. Il problema è continuare la crescita in sintonia con il grande Vendola, trionfatore strategico, Grillo, Bonino, Marino … e, last and least, noi.
Ti abbraccio. Gucghi  Augusto Vegezzi
Stand up. La panchina è scomoda e c’è tanto da fare.
Alcune lezioni del voto (30 marzo)

Alè, in piedi. Alla metafora della panchina ho dovuto forzosamente adattarmi. Ci abbiamo scherzato un po’. Così come si è un po’ indugiato sulla “regalità” di una candidatura povera (come molti altri) ma con un’interazione sociale rivelatasi di qualità attraverso la battuta del “deposto candidato”. Una “regalità” costituzionale, in verità. Per l’idea che, in tanti anni di lavoro su questo tema, è maturata a proposito di cittadini e partecipazione.
Ma, insomma, le elezioni regionali hanno di interessante questo: che assumono senso politico come quelle per il parlamento nazionale,  ma investono i contenuti delle relazioni vitali con il territorio di appartenenza.
Ciò che spiega anche la straordinarietà della missione dell’istituto regionale, integratore tra le regole statuali e sovrastatuali e la centralissima cultura di borgo e di villaggio che resta al cuore del civismo europeo. Una missione spesso fallita dall’esperienza regionale italiana.  Perché quella dell’integratore è una visione che richiederebbe classe dirigente di primissimo ordine, mentre invece Stato e Città  costituiscono le scelte preferenziali, Regione e Europa le scelte secondarie. In alcuni risultati di questa notte ciò è molto chiaro.
Dopo avere dedicato quasi dieci anni al sistema regionale avevo ritenuto di poter essere un buon strumento al servizio di questo passaggio cruciale, cioè di ripensamento di ruolo.
Di servizio soprattutto perché collocato all’opposizione, dove cioè l’esercizio critico – se attuato pur nel maggiore rigore ma con fedeltà alle istituzioni (lezione pannelliana) – è total job. Pazienza. Limitiamo allora allo specifico di questa vicenda – una consultazione per gli assetti del pluralismo territoriale del paese, stressata dall’incapacità di molti partiti di stare dentro dinamiche legali e corrette trasformando l’evento in una baraonda polemica e mediatica, dunque con caratteri di battaglia politica generale che, come succede ormai da anni, si riduce al pro o contro Berlusconi – qualche considerazione finale a voto acclarato.
Limito a spunti di evidenza immediata. Il pensiero sovrastante riguarda il modo con cui si forma in questa elezione il presupposto di competenza per una classe dirigente all’altezza dei problemi. Un pensiero pessimista. E quindi insieme anche il pensiero che ci sia da molto da  fare con particolare urgenza al nord e al sud.
Astensionismo
L’elettorato ha percepito il vento del nord (l’Europa). Non è l’effetto dell’incipiente primavera. E’ la crescita di disaffezione rispetto al “patto” che pur  oscillando tra validazione e punizione teneva in piedi l’alta affluenza. Se l’elettore non trova ragioni così sostanziali per validare o punire – nel primo caso perché le promesse non sono considerate mantenute, nel secondo caso perché “tanto sono tutti uguali” – la via di disertare le urne è un’arma mondialmente sguainata. Otto punti più di calo rispetto al 2005 (con la punta più alta nel Lazio) sono un segnale carico di contenuto. 35,5% no alle urne. In Italia uno su tre non ha votato, in Francia uno su due.
Partito del Nord/Partito del Sud
“Nasce la Padania”, vedo dalle prime pagine tirate nella notte. Nasce in realtà una tenaglia leghista che morde la Lombardia ciellina. Il berlusconismo puro è sparso nei listini. Non guida la partita del nord. La Lega metterà poste appariscenti. Poste che la meridionalizazione del PDL faticherà a reggere. Poste che incentiveranno la spaccatura in Sicilia. Poste che daranno alibi per il “partito del sud”. La prima conseguenza di questa elezione è una nuova dinamica nazionale che richiederebbe un leader (che Berlusconi è stato) più giovane, più dedito, meno carico di pesi personali. La torsione del paese riduce la capacità politica della nazione. Anche se le poste della Lega ridurranno ipocrisie e porteranno nell’agenda problemi reali. Liguria, Toscana, Emilia-Romagna e Umbria non si contentino dei loro più piccoli margini e provino a dimostrare modelli di federalismo compatibile con l’unità nazionale.
Bonino e Vendola
Emma Bonino ha fatto una bellissima campagna. Di contenuto, di stile, di analisi, di misura. Senza di lei non si sarebbero accese ipotesi di un diverso centro-sinistra. Ha subito il ciclone mediatico del premier che ha operato nell’ultima settimana sugli indecisi. Ma resta una sperimentazione in suo nome che può diventare cultura politica. Nichi Vendola esprime un racconto meno moderno e meno asciutto. Intercetta però con suggestione bisogni, dolori, gioventù, speranze.  E’ uomo del sud. Così come Emma è una piemontese che ha conosciuto l’Europa e avrebbe volentieri moralizzato la capitale che ben conosce. Hanno entrambi costretto il PD ad una politica diversa dal suo schema. Uno vince, l’altra perde con onore e serrando emotivamente uno schieramento che – trattandosi di Roma – ha riflesso nazionale.
Zaia e Cota
La Lega propone un ampliamento della sua classe dirigente. Restano i tratti di rudezza (anche di facinorosità)  del gruppo di sfida bossiano ma viene premiato un radicamento che sa cavalcare le paure del popolo. Si vedrà l’evoluzione di due dirigenti ormai abbastanza sperimentati. Ma la loro affermazione è sonante e il contesto di successo del partito “leninista” (che ancora la Lega è) non consente più sottovalutazioni.
I contorni del residuo bipolarismo
E’ vero che lo schema bipolare tiene (anche per la modestia dei risultati dell’Udc e il pulviscolo di altri, grillini a parte in Emilia Romagna). Ma i due schieramenti escono dalle elezioni regionali con entrambe le regie del bipolarismo da rifare. Se si tornerà a consentire ai cittadini di scegliere gli eletti non consentendo ai vertici dei partiti di “nominare” solo i fedeli e gli opportuni, le contraddizioni dei due sistemi potrebbero riaprire molti giochi. Potrebbero cioè puntare a federare soggetti ma rispettando di più il bisogno del paese di vedersi raccontato nel suo reale pluralismo. Che corrisponde anche ad una sua complessa storia.
Lombardia e Milano
Alla prossima puntata.
STEFANO  ROLANDO
il vero vincitore di queste elezioni è stato Beppe Grillo (ha fatto perdere la Bresso in piemonte e preso il 4% in Emilia… si avvia a prendere a VENEZIA – non in un paesotto delle valli bergamasche o ahimè di treviso – 5.000 voti) con una comunicazione diretta e un messaggio politico da non sottovalutare e senza la famosa copertura mediatica e tu mi parli del Psiup??? Di Rifondazione comunista??? Dinosauri!
Antonio Benci
Piccola riflessione sui risultati…ultima modifica: 2010-03-30T14:21:39+02:00da mangano1
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Un pensiero su “Piccola riflessione sui risultati…

  1. Una comunicazione importante, come sapete non riuscivo ( e non riesco tuttora) ad accedere al blog DUEMILA RAGIONI, ne ho parlato con una amica e abbiamo verificato questo dato paradossale: a me accade col mio pc, un mac, di non accedere ma ad altri invece risulta possibile accedere e pubblicare. Segnalando alla amica i miei dati lei li ha usati ed ha pubblicato regolarmente, non so spiegare nemmeno io se la cosa dipende dal mac, dal browser , dai cookies, da altro, è un fatto. In ogni caso comunico dunque che

    1 IL BLOG DUEMILA RAGIONI RIPRENDERA’ A FUNZIONARE, SIA PURE PER INTERPOSTA PERSONA, CIO’ SIGNIFICA CHE SARA’ POSSIBILE PUBBLICARE NUOVI TESTI E FOTO, ANCHE SE LA TRAFILA SARA’ PIU’ LUNGA E NON POSSO CERTO ” SCOCCIARE” OLTRE MISURA L’AMICA CHE HA COLLABORATO

    2 PERTANTO CHI VOLESSE SEGNALARE TESTI E ALTRO PER LA PUBBLICAZIONE POTRA’ RIVOLGERSI AL SOTTOSCRITTO INVIANDO E IO A MIA VOLTA MI RIVOLGERO’ ALLA AMICA CHE HA FATTO IL MIRACOLO….

    3 PUO’ ESSERE UTILE E INTERESSANTE FARE ALTRE PROVE, MI FIDO DEGLI AMICI E NON HO PROBLEMI, CHI E’ INTERESSATO PUO’ CHIEDERE A ME I DATI DI ACCESSO nick name e password E PROVARE A ENTRARE A SUA VOLTA, SE LA COSA COME MI AUGURO FUNZIONERA’ SARA’ FACILE METTERSI D’ ACCORDO ( attilio mangano)

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