ANDREA TARQUINI,Praga dice addio a Vaclav Havel

LUTTO
Praga dice addio a Vaclav Havel
città in silenzio per il presidente
Ventun colpi di cannone sono stati sparati dalla collina di Petrin di fronte al castello, per salutare l’uomo che traghettò la Cecoslovacchia fuori dal comunismo. Il corpo sarà cremato e le ceneri deposte nella tomba di famiglia dopo natale. Papa Benedetto XVI: “Leader visionario, padre di democrazia”
dal nostro inviato ANDREA TARQUINI

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Vaclav Klaus e Dagmar Havlova ai funerali

  (lapresse)
PRAGA – Un paese intero si è fermato nel minuto di silenzio, i Grandi del mondo sono venuti a Praga alla solenne cerimonia, la gente ha riempito piazze e strade raccogliendosi composta per l’ultimo saluto, Piazza San Venceslao era un mare di candeline. E’stato così, un evento mondiale rilanciato dai tv networks e da internet ovunque, l’addio a Vaclav Havel (è morto nel sonno domenica scorsa a 75 anni 1) nella splendida capitale cèca. L’intellettuale che scelse l’impegno politico, l’eroe e martire dell’opposizione alla dittatura neostaliniana, poi padre della ‘rivoluzione di vellutò del 1989 e presidente della Cecoslovacchia tornata alla democrazia e poi della repubblica cèca, ha ricevuto un omaggio mondiale, quasi come un Karol Wojtyla laico.

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La segretario di Stato Usa Hillary Rodham Clinton e il marito ex presidente Bill, il premier britannico David Cameron e il presidente francese Nicolas Sarkozy, l’ex leader della rivoluzione polacca, capo di Stato e Nobel per la pace Lech Walesa, i principi ereditari d’Olanda e del Belgio, il presidente della Commissione europea José Manuel Durao Barroso, statisti e dignitari da ogni parte del mondo sono venuti a Praga, e hanno partecipato

alla grande cerimonia nel duomo di San Vito, la splendida cattedrale gotica nel Castello che domina la Città d’oro.

E’ arrivato, assolutamente insolito, anche un messaggio del Papa. Benedetto XVI ha lodato il laico Havel come “il visionario coraggioso a cui il suo popolo deve la riconquista della libertà”. La Filarmonica di Praga, il cui direttore guida abitualmente l’orchestra sinfonica della Bbc, ha eseguito il Requiem di Antonìn Dvorak. L’arcivescovo di Praga, Dominik Duka, ha ricordato officiando la messa come “l’insegnamento di Havel, il suo slogan secondo cui ‘verità e amore devono vincere su menzogna e odio’, è sempre attuale per tutti”. L’ex segretario di Stato Usa, signora Madeleine Albright, parlando in cèco sua lingua d’origine, ha ricordato Havel come ‘uno dei grandi del nostro pianeta’. Sarkozy ha ricordato Havel, “non dimentichiamo il suo messaggio: vale la pena di battersi per ciò in cui si crede”. Al suo fianco, triste e scuro in volto, c’era anche l’attore Alain Delon, che conosceva da tempo Havel.

A mezzogiorno in punto, tutto il paese si è fermato nel minuto di silenzio, anche treni, autobus, tram e auto della polizia, e hanno suonato le campane di tutte le chiese e le sirene d’ogni fabbrica. A conclusione, la Filarmonica ha suonato l’inno nazionale, “Dov’è il mio paese, le cascate e le foreste, le montagne e i giardini fioriti”, e l’artiglieria dell’esercito ha sparato 21 salve di cannone. Poi i soldati hanno portato fuori la bara, avvolta nel tricolore cèco. La folla enorme l’ha accolta con un applauso commosso, e molti facevano tintinnare i mazzi di chiavi, come si faceva nelle manifestazioni contro la dittatura nell’89 per chiedere di aprire le prigioni. La vedova, la giovane moglie Dagmar Havlova, e i familiari hanno accompagnato il feretro al crematorio. A sera, è stato anche allegro il saluto estremo all’eroe-statista che amava il rock: alla Lucerna, il palazzo nel centro di Praga, si è tenuto un concerto rock. Ospite d’onore il gruppo rock cèco Plastic people of the universe: quando fu proibito dalla dittatura, Havel reagì fondando Charta 77, il movimento del dissenso. (ha collaborato Petr Pisa)

ANDREA TARQUINI,Praga dice addio a Vaclav Havelultima modifica: 2011-12-26T18:04:27+01:00da mangano1
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