Michele Prospero,L’etica berlusconiana di Flores d’Arcais

[filosofiadipeterpan] NUOVO ORDINE ITALICO. L’etica “trotesca”  prospera!!!
Rispondi a: filosofiadipeterpan@yahoogroups.com

coccodrillo,_n.jpg
L’etica berlusconiana di Flores d’Arcais

Per il filosofo, Renzi è insopportabile ma ha deciso di votarlo per far esplodere il Pd

In questo modo vuole calpestare la libertà costituzionale di milioni di cittadini di sinistra

di Michele Prospero ( l’Unità,  29.10.2012)

BERLUSCONI SI È VANTATO DI AVER INTRODOTTO NELLA POLITICA UNA MORALITÀ SUPERIORE. Con la sua testimonianza crede di aver scavalcato la fragile scissione moderna tra pubblico e privato. Ma ieri su Il Fatto Paolo Flores d’Arcais ha costruito le basi filosofiche di una nuova morale e al caimano tocca impallidire come campione di una bella eticità. Con la sua intransigenza della bugia, e con la ricetta del cinismo costituzionale, Flores scavalca l’Italietta dei compromessi meschini e fonda «un illuminismo di massa» che porta a compimento una rivoluzione liberale.
L’occasione storica per la rivincita postuma dell’azionismo per Flores è data dai gazebo.

Con l’arma contundente della bugia e del cinismo, egli propone di partecipare alle primarie del Pd fingendo di aderire al programma, ma solo per aiutare Renzi e poi però votare Grillo alle elezioni. Gobetti sarà di sicuro entusiasta dinanzi alla profondità di una siffatta penna filosofica che con una vocazione al fondamento ultimo disegna una etica nuova basata sulla menzogna.

La politica si sa è piena di mestieranti privi di saldi principi morali. Per fortuna che una nitida etica della convinzione anima invece il direttore di Micromega. Con la sola forza della ragione critica si mostra capace di aggirare anche la stanca regola della non contraddizione aristotelica e di penetrare così nell’inattingibile con sorprendenti balzi sofistici. Renzi è per Flores «insopportabile», è un «Berlusconi formato pupo» che riduce la politica a merce, a spot, a spettacolo. Per chi votare allora alle primarie per distruggere la videopolitica? Ma per Renzi. La vile ragione comune aggrappata ai dati sensibili tentenna dinanzi a questo salto logico, ma la ragione etica di un illuminista di massa come Flores è edificante nel santificare la Verità della bugia e nel riscoprire il Vero nel cinico.

Chi ama la Fiom come il soggetto di un nuovo radicalismo politico cosa deve scegliere ai gazebo? L’oracolo Flores non ha esitazione: bisogna stare tutti con il sindaco di Firenze, anche se «è un fan di Marchionne stile curva sud». La ragione volgare e ancorata ai dati materiali ancora una volta vacilla, ma quella di un illuminista di massa gongola come vicina al fondamento.

Per questo gusto della bugia l’articolo di ieri è una memorabile tappa della filosofia morale. Un capitolo così elevato di etica pubblica bisognerà proporlo nei manuali di educazione civica come energetico per la gioventù in cerca di valori forti. Il Fatto e il suo filosofo hanno fondato valori ultimi che non cadranno mai nell’oblio: lo «spergiuro» a fin di bene, e il «cinismo costituzionale» per distruggere la sinistra che con le primarie.
Con il topo di biblioteca Denis Verdini come antesignano di un luminoso percorso di ragion pratica, Il Fatto vuole andare ai gazebo per far vincere Renzi e ridurre il Pd a un «sacchetto di coriandoli», non prima di aver fatto di tutta la sinistra una «tabula rasa». Con la sua moralità illuminista che intende calpestare la libertà costituzionale di milioni di cittadini di sinistra, Flores, come i suoi scolari di destra, non dovrebbe avere la possibilità di accedere ai gazebo.

Non le odiate nomenclature glielo impediscono, ma la giurisprudenza della Corte Suprema degli Stati Uniti. Dinanzi a una esplicita minaccia orchestrata da chi vuole inquinare il voto, il costituzionalismo americano esalta il sacro diritto, proprio di ogni associazione democratica, di escludere i nemici che tentano devianti scalate (è lecito «richiedere una registrazione con un ragionevole anticipo rispetto alla data delle primarie»). Ha ammesso inoltre anche misure efficaci per impedire che degli avversari politici (come i seguaci di Flores) partecipino alle primarie solo per alterare il gioco.

Per la Corte Suprema, se in vista di una elezione «il candidato del partito viene scelto dai non aderenti al partito, ciò significa distruggere il partito». E cioè calpestare una libertà fondamentale del cittadino. Se proprio ha tanta voglia di gazebo, Flores chieda al suo idolo pagano Grillo di convocarli. Con la sua «argomentazione razionale» provi prima a convincere Casaleggio.

Michele Prospero,L’etica berlusconiana di Flores d’Arcaisultima modifica: 2012-10-30T15:53:48+01:00da mangano1
Reposta per primo quest’articolo

Lascia un commento