Cinzia Leone, Scricciolo, vent’anni in attesa di giudizio

SCRICCIOLO: VENT’ANNI IN ATTESA DI GIUDIZIO
Di Cinzia Leone, “ Il riformista” ,29 marzo 2009-03-29
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Luigi Scricciolo, protagonista di una odissea giudiziaria iniziata nell’82 che lo aveva trasformato da dirigente sindacale a detenuto imputato di spionaggio e banda armata, ci ha lasciato per un male improvviso.
Vent’anni dolorosi di malagiustizia, tra carcere, arresti domiciliari, isolamento umano, politico, professionale. Sarà prosciolto in istruttoria da tutte le accuse, ma solo nel 2001.Detenuto in attesa di giudizio non è solo un film di Alberto Sordi. Troppo spesso è una piaga che marchia i cittadini con l’arresto, prima delle prove e dei processi. Prima di tutto.
Karol Racz, il rumeno accusato dello stupro della Caffarella e scarcerato perché le prove a suo discarico erano troppe e schiaccianti, per i pochi giorni di detenzione ingiustamente subita, chiederà un risarcimento. Ma chi ha risarcito Scricciolo per una vita inutilmente spezzata? Non per tutte le accuse c’è una prova del DNA a correggere gli errori.
Luigino la vita è riuscito a reinventarsela. Nel 2006 ha scritto e pubblicato il diario della sua odissea :” 2O anni in attesa di giustizia . Dal sindacato al carcere imputazione spionaggio”per la casa editrice Memori. Scrivere le verità gli ha restituito quella dignità checinzia1.jpg per troppo tempo gli era stata rubata.” Il carcere è per molti magistrati uno strumento di pressione: se collabori , se confessi, esci- scrive nelle ultime pagine del suo diario. “ Altrimenti sei innocente, puoi restare ad ammuffire in cella. Non gli importa che dietro le sbarre ci sia un uomo, quello che conta è portare a casa il risultato. L’imputato diviene una proprietà del giudice… Ancora oggi mi capita di fare brutti sogni. Sono in carcere, ogni volta in un paese diverso, ma la situazione è sempre la stessa. I giorni passano,gli altri detenuti vengono rimessi in libertà mentre io resto recluso e solo. La paura è stata la costante di quasi metà della mia vita.”
Nessuno gli ha mai chiesto scusa per quegli anni e quelle inutili e ingiuste sofferenze. E nessuno farà più in tempo a farlo.

Cinzia Leone, Scricciolo, vent’anni in attesa di giudizioultima modifica: 2009-03-30T13:34:00+02:00da mangano1
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