Nuova lettera aperta di Algido Lunnai a Silvio Berlusconi.

da www.aldogiannuli.it

Nuova lettera aperta di Algido Lunnai a Silvio Berlusconi.
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Gentile Presidente,

poche sentite parole per esprimerLe i miei sentimenti di piena solidarietà nella difficile battaglia che Ella sta conducendo in queste ore. E mi permetta di congratularmi per le brillanti idee che stanno caratterizzando il suo nobile tentativo di riscossa.
Mi consenta tuttavia di suggerirLe qualche idea a sostegno della battaglia.
Ho molto apprezzato la decisione di non abbattere le case abusive a Napoli, di promettere l’esenzione dal pagamento della tassa sulla raccolta dei rifiuti, di promettere due ministeri a Milano ed uno a Napoli. Sembra anche che Ella voglia spingersi anche a profilare la moratoria delle multe a Milano e si ventila anche l’idea di una Milano area franca fiscale. Idee meravigliose: Cavaliere Lei è l’erede, il continuatore, l’allievo che ha superato il maestro Achille Lauro. Lei è il Lauro del 2000! Ma su questa aurea strada si può fare di più, ci si può spingere oltre.

So bene quale è la proposta che alberga nel suo nobile cuore: abolire il codice penale.
Ma Lei sa come me che questo non è possibile per una serie di ragioni: ad esempio nella Ue la cosa potrebbe suscitare perplessità e qualcuno potrebbe richiamare trattati che, obbligando il nostro paese a tutelare penalmente questo o quel diritto, lo obbligano di conseguenza ad avere una qualche norma penale. Poi altri potrebbero appellarsi a quel ferro vecchio della Costituzione. Ma, soprattutto, chi glielo dice a Ghedini e soci che restano disoccupati?

Ed allora, purtroppo, non è possibile farlo. Però qualcosa si può fare. Ad esempio una amnistia preventiva: in caso di vittoria e limitatamente alle città in cui verrà eletto un sindaco di centro destra, verrà emanata una amnistia per tutti i reati che saranno compiuti nei sei mesi successivi all’emanazione della stessa.
Lei, il cui nobile cuore vorrebbe una amnistia assai più lunga, mi chiederà perchè solo per i sei mesi successivi. Le rispondo: se dovessero esserci elezioni anticipate potrebbe risultare comodo prometterne un’altra per i due anni successivi, e la cosa avrebbe una efficacia solo se l’amnistia precedente fosse già terminata.

Ancora: le tasse. Punto dolente questo, Cavaliere! Non possiamo continuare ad avere un iniquo peso fiscale come quello attuale. E tuttavia, è innegabile che un po’ di fisco è utile a fare tante cose: come faremmo a pagare la polizia? Con che soldi fare le opere pubbliche da cui ci ripromettiamo appetitosi ricavi? Dunque le tasse ci vogliono, ma il punto è che devono essere giuste. L’equità fiscale è un principio non derogabile e dunque chi deve pagare paghi!

Ma dobbiamo stabilire prima chi deve pagare. Superato l’arcaico principio di sinistra della tassazione progressiva sul reddito, dobbiamo trovare criteri più moderni ed efficienti di equità fiscale. Per esempio: “le tasse le pagano quelli che votano per la sinistra, così imparano!”
Come fare? Semplicissimo: le città in cui vincono le liste di destra vengono dichiarate zone franche fiscali, per la durata della legislatura. Un po’ l’idea ventilata per Milano, ma più sviluppata. Di conseguenza le tasse non pagate dalle zone franche vengono poi ripartite fra le altre, cioè le città in cui vincono le liste di sinistra. Si può migliorare ulteriormente la proposta applicandola su base di quartiere o anche di condominio, sempre individuando quelli che votano bene e quelli che votano male.

Ma, qualcuno dirà, se tutti i comuni (o quartieri o condomini) votano a destra poi le tasse chi le paga? A noi interessa avere la maggioranza, non la totalità dei voti, per cui, in un caso simile noi stabiliremmo quale è la soglia che ci serve, dichiarando il “numero chiuso” delle città di destra sulla base di un elenco pre definito. E se gli altri votano lo stesso a destra? Noi facciamo brogli per far vincere la sinistra in quei comuni e poi denunciamo vigorosamente la sinistra truffatrice che fa i brogli. Il che fa sempre comodo.

Come vede Presidente, ci sono ancora molte altre carte da giocare, ad esempio la nuova versione delle “tre F”: feste, farine e figa, con la realizzazione di serate di bunga bunga gratis fra gli iscritti al Pdl e così via.
Mi consenta, tuttavia di esprimerLe qualche perplessità per alcune trovare elettorali di suoi collaboratori forse troppo zelanti. Ho visto per le strade di Milano un manifesto che dice, a caratteri cubitali, “Con la sinistra l’ecopas a 10 euro per tutti”. E sin qui nulla da dire, ottima idea: scarica sulla sinistra  l’odiato balzello. Per la verità Pisapia non ha mai detto di voler fare una cosa del genere e nel suo programma non c’è traccia di essa, ma chi se ne frega? tanto nessuno andrà a leggere il programma e la cosa colpisce una parte dell’elettorato che si convince che veramente Pisapia metterà i bravi all’ingresso di Milano per riscuotere l’esosa gabella.

I guai vengono dopo: “Letizia  invece lo ha abolito”.
E questa è una autorete perchè fa ricordare ai più che chi lo ha istituito è proprio Letizia (a proposito: Cavaliere  consigli alla sua candidata sindaca di usare un buon ammorbidente nel bagno quotidiano: anche questo  gioverà alla vittoria). E, dunque, molti potrebbero pensare: “Ma se adesso lo abolisce, vuol dire che non serviva sin dall’inizio, ed allora, perchè in questi anni ho pagato sino a 50 euro al mese per entrare?”

Cavaliere! Va bene che l’elettorato le beve tutte, ma non esageriamo. E’ così che si perde!
Cola stima che Ella merita
Algido Lunnai

Nuova lettera aperta di Algido Lunnai a Silvio Berlusconi.ultima modifica: 2011-05-27T14:47:15+02:00da mangano1
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